16/12/2005

Psicologia clinica medica

Nuova questione importante da discutere: in CSS è stata discussa la proposta di una specialità in Psicologia clinica medica a medicina, da cui i laureati in psicologia sarebbero esclusi (si accede con la laurea in medicina). Che ne pensate, rispondiamo, come?

Commenti

Bruciamo im mediaci ed ancor prima le case farmaucetiche dato che sanno soalmante studiare i cadaveri e non il corpo, ovvero l'uomo perchè ricordiamoci tutti che la medicina si basa sull'anatomia e l'anatomia si basa sui morti mentre la psicologia e pure la psichiatria (almeno basaglia che era psichiatra se ne rendeva conto) deve necessariamente studiare le dinamicghe che gli esseri umani istaurano fra loro e con la società...dove mettiamo questa scienza? come facciamo? vogliamo continuare ancora ad essere trattati come oggetti e portatoti di credidi, odiens e soldi il stimama più democratico e nello stesso tempo più pericoloso che la cosi detta globalizazione del mercato(ovvero i potenti della terra)stanno tentanto d imporre al mondo intero cercando aggancio nelle istituzioni...a voi la continuazione la mia provocazione l'ho fatta, aspetto voi

Scritto da : Francesco | 19/12/2005

credo si possa reagire solo con la LEGGE!!!
la 56/89 parla chiaro! PSICOLOGI SONO SOLO COLORO CHE, LAUREATI IN PSICOLOGIA, HANNO SVOLTO IL TIROCINIO PRATICO PREVISTO DALLA LEGGE ED HANNO SUPERATO L'APPOSITO ESAME DI STATO E SI SONO ISCRITTI ALL'ALBO DEGLI PSICOLOGI!!!
dobbiamo far rispettare la legge, I MEDICI (ma anche altri) NON POSSONO ACQUISIRE SPECIALIZZAZIONI PICOLOGICHE E/O PRATICARE LA PSICOLOGIA.
andate sul sito della vostra regione e scaricate la legge che istituisce e regola la professione, imparatela bene e poi ogni volta che potete GRIDATE ALL'ILLEGALITà!!! io credo che resti l'unica cosa da fare, DEVONO TOGLIERE LA PSICOLOGIA DALLE LORO SPECIALIZZAZIONI!!! ma in questo paese vale ancora la legge? o chi è ricco, potente, e molto prepotente, può fare tutto ciò che vuole? SCUSATE lo sfogo, ma sono tanto tanto tanto stanca di prendere calci nel sedere! SOLO UNITI E CONSAPEVOLI ABBIAMO UNA POSSIBILITà!
FIRMATE LA PETIZIONE SU QUESTO SITO! CIAO!

Scritto da : essepi | 20/12/2005

PS. i siti che indicavo sono quelli dell'ordine regionale, ma va benissimo anche quello dell'ordine nazionale, il link lo trovate in questo sito!
ciao!
ANZI! ragazzi perchè non mettere direttamente a disposizione di chi visita il sito e degli studenti tutti la legge 56/89? il Consiglio di Stato, con la 981/04, ci ha dato ragione basandosi sulle leggi, mica se le inventano le sentenze i giudici (anche se qualcuno dice il contrario in questo paese! scusate!!! stasera sono TANTO polemica, perchè sono TANTO TANTO TANTO stanca di prendere calci nel sedere!)
non ha senso che gli studenti non conoscano la legge che regola la loro futura professione, non ha senso aspettare l'esame di stato per conoscerla è un modo come un altro per creare consapevolezza e gruppo.
c'è già e io non l'ho vista?

Scritto da : essepi | 20/12/2005

eres bueno tengo um blog y me gustaria que lo visitaras gracias para saber tu punto de vistra gracioas

Scritto da : pierre jacques | 22/12/2005

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Scritto da : pierre jacques | 22/12/2005

BUON NATALE a tutti!!!!!!
speriamo che Babbo Natale ci porti BEI REGALI per la PSICOLOGIA! CIAO!!!!

Scritto da : essepi | 22/12/2005

MA è PROPRIO VERO CHE A PSICOLOGIA è STATO RESTITUITO IL CICLO UNICO DI 5 ANNI???????????????????
ALLORA? ALLORA? ALLORA? ALLORA? ALLORA? ALLORA?

Scritto da : essepi | 23/12/2005

Ci sono prospettive favorevoli per il ciclo unico a psicologia, a livello governativo il sottosegretario della Moratti, ha manifestato parere favorevole alla proposta del CNOP di un iter formativo 3+2 che ristabilisca il quinquennio. Un pö come hanno fatto gli avvocati, tutelando la loro formazione.

Per quanto riguarda Psicologia Clinica medica..
che ridicoli che sono..
.. sono ormai schifata!

Ma ci sono ignoranti...o ci fanno?
o forse capiscono tutto..ma furbamente, fanno finta di non comprendere e vanno avanti, cosi non replicando ai nostri reclami, ci escludono dalla discussione...
Bravi (!)
Complimenti alla democrazia, ma soprattutto siate onesti con chi paga(!) e ha bisogno (!)..
mi riferisco allútenza che ingenuamente si fida, perche´non e´capace di riconoscere millantatori!!!!

Scritto da : evelin | 27/12/2005

Scrive un medico psichiatra e prima di essere bruciato, come alcuni partecipanti al forum avrebbero intenzione di fare, intervengo per dire agli aspiranti psicologi clinici che va bene fare il corporativismo, ma si dovrebbe fare una corporazione di psicologi clinici sapienti e sopratutto interessati ai pazienti e non ai loro personali sbocchi professionali. Ne conosco molti di psicologi cosiddetti clinici che sono capaci al massimo di mettere la mano sulla spalla del paziente e dirgli "Bravo, bene, sette più", o che pretendono invece di dargli consigli farmacologici (ovviamente con gli odiati psicofarmaci!!).
Studiate!, studiate!, studiate! 3+2 o 5 idem est.
Lo zio Rino. 27/12/2005

Scritto da : rino bruno | 27/12/2005

caro pierre qual è il tuo blog???
indirizzo
gracioas
nj

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Scritto da : pierre jacques | 22/12/2005

Scritto da : nadia | 27/12/2005

caro zio Rino
spero di non diventare quella psicologa o quello psicologo che lei ha descritto
nel frattempo studio
e spero di poter imparare in modo adeguato e pertinente sul campo... da più di un anno il conasp si occupa della questione della psicologia clinica, discutiamo sui livelli epistemologici scientifico-culturali--in due parole scordinate< :))))
una scienza mecanomorfica si può rifare solo e nient'altro a quel paradigma..ma una scienza, es psicologia... che si può permettere di basarsi ad un paradigma antropomorfico ha la possibilità di utilizzara un realismo pluralista..quindi perchè si vuole obbligare la professione degli psicologi ad osservare il territorio con una mappa non pertinente e inadeguata?? se si desidera creare una psicoloogia olistica o una medicina olistica, quindi relazione tra le due discipline...si DEVE DISCUTERE IN UNA TAVOLA ROTONDA DOVE SI PARLA SOLO E UNICAMENTE DI CULTURA..POI ALLA APPLICAZIONE DELLA STESSA..e non "risolvere" la questione scientifica imponendo con DM e leggi di rimando.. parliamo discutiamo..siamo qui..portateci pure le vostre esperienze
siamo qui x imparare
grazie
buone feste
nj

Scritto da : nadia | 27/12/2005

caro zio Rino,
penso che in OGNI CATEGORIA ci siano persone che non sanno fare bene il proprio mestiere e penso che medici e psichiatri non facciano differenza.
credo inoltre che il "desiderio di bruciare" qualcuno sia dovuto al fatto che L'ARROGANZA E LA PREPOTENZA sono atti di aggressività che spesso generano aggressività in chi la subisce e non ha i mezzi per contrastarli.
infine, la facoltà di Psicologia nasce negli anni '90. anche se di corso di laurea in psicologia si parla dagli anni '70 circa (ma i corsi fanno capo a facoltà come filosofia o magistero o simili, con tutto quello che ciò comporta dal punto di vista della preparazione). solo con la 56/89 si riesce a fare un pochino di chiarezza, ma dovendo permettere di lavorare a TUTTI quelli che già esistevano (e questa è politica e non Psicologia), ci ritroviamo con "psicologi" laureati in filosofia, scienze politiche, lettere, ecc. ecc. ecc. che a tuttoggi LAVORANO come psicologi ... poco spazio è riservato ai giovani laureati in PSICOLOGIA, cha hanno ottenuto una laurea quinquennale, frequentato un tirocinio post laurea annuale e superato uno degli esami di stato più difficili che ci siano!!! lei capisce bene che tutto questo non ha MAI giovato alla preparazione degli psicologi e che il tentativo (riuscito!) di "sottrarre" le specializzazioni in Psicologia rende SEMPRE PIù DIFFICILE sistematrizzare e rendere operativo un sapere che c'è, esiste e potrebbe essere utilizzato al meglio.
il problema non è quello di studiare di più, ma soprattutto quello di permettere a chistudia psicologia di avere spazi, modi, tempi e strumenti ADEGUATIi alla loro PREPARAZIONE e spazi, modi e tempi ADEGUATI alla loro PROFESSIONE.
è riduttivo guidicare le categorie più giovani, fragili ed indifese (anche sul piano del potere politico), dicendogli di organizzarsi meglio e studiare di più, sarebbe più onesto farsi da parte e permettere a queste categorie di crescere e lavorare in santa pace!
concludo: dopo aver DAVVERO STUDIATO per anni, dopo aver sostenuto un tirocinio post laurea GRATUITO e aver superato un SERIO esame di stato e nel momento in cui mi trovo di fronte alla necessità di DOVER PAGARE DI TASCA MIA la pecializzazione post laurea, non vedo perchè non dovrei SCHIERARMI per DIFENDERE il MIO (della categoria) DIRITTO (sancito da una LEGGE dello stato) a poter fare (anche bene) IL MIO LAVORO!
mi scusi, ma non ho mai visto medici campare di aria e molte volte li ho visti uniti a difendere i propri interessi di categoria.
saluti e auguri!

Scritto da : essepi | 30/12/2005

Se la luna fosse solo quel che l’astronomia ci dice…
che senso avrebbe la domanda di Leopardi
che fai tu luna in ciel?
(Galimberti)

Me ne accorsi in un giorno solo, tutt’a un tratto,
riaprendo gli occhi, e fu uno spavento,
perché capii subito che non solo i capelli,
ma doveva essere diventato grigio tutto cosi,
e tutto crollato, tutto finito:
e che sarei arrivato con una fame da lupo
a un banchetto già bell’e sparecchiato.
(Pirandello)



Caro zio...
premetto che il verbo bruciare, usato in senso metaforico (non per i farmaci naturalmente...salvo alcuni forse...), è molto provocatorio, anche se alcuni forse lo meriterebbero davvero psico-logi e tanti altri…, solo che i campi di sterminio sono stati eliminati già da un pezzo: facendo una grande cosa! I miei cari futuri psico-logi (etimologicamente corretto, praticamente da "vedere"), ultimamente chiamo così i miei compagni, divulgatori futuri, presenti e passati, non hanno fatto altro che discorsi e costruzioni artificiali sulla no, no, non dire quella parolina magica (anima?), si proprio lei, colei che è sgradita alla scienza, diciamo pure comportamento perché esso si che è misurabile, quindi è scientifico (ovvero valido...:-)!!!!), razionale!!! Si proprio cosi, la Ragione, il "LUME", colui che ingabbia l'uomo nel suo uni-verso negando il proprio originario e sacro poli-verso…
Cosa diceva Goya? Il sogno della ragione genera mostri? Ebbene, Goya era solo un povero "folle", non ha mai capito un cavolo della vita perché si sa che sono i soldi e il potere che comandano e manovrano tutto... Le case farmaceutiche sono alleate potenti e galanti della psichiatria e non solo che avvalendosi dello studio dell’anatomia non fanno altro che andare a VEDERE le "malformazioni organiche" del cadavere, cadavere=soma se stiamo ancora fermi a Omero (mamma mia quanto siamo indietro...siamo nel 2006!!!) e non il corpo, ovvero l'uomo, l'antropos! Lo sappiamo tutti che la medicina si basa sullo studio dell'anatomia e l'anatomia deriva dalla sezione dei morti, mentre la psicologia e pure la psichiatria, ramo strano della medicina questo..., devono necessariamente studiare le dinamiche che gli esseri umani istaurano fra loro, con loro e con la società... Basaglia se ne rendeva ben conto e non è stato e non è l'unico, dato Minkovski, introdusse il concetto di contatto vitale con l’ambiente, ma a causa di ciò fu tacciato di essere metafisico. Dove mettere questa scienza? Come fare? Ce ne vogliamo sbarazzare una volta per tutte e continuare ancora ad essere trattati come oggetti e portatori di crediti, odiens e soldi? Del resto è questo il sistema più democratico e nello stesso tempo più pericoloso che la così detta globalizzazione del mercato mondiale (ovvero i potenti della terra!!) sta tentando d’ imporre al mondo intero, cercando agganci e manipolando (funzione troppo poco studiata quella della mainipolazione, aimhè!) le istituzioni (altri grandi centri di controllo!!).
Perché non iniziare una ricerca indagando quante persone, non ricevendo risposte e certezze dalla scienza medica, si affidano alla medicina tradizionale o meglio popolare, quella per cui basta un rituale e un amuleto per scacciare i demoni che si impossessano di noi? Varie definizioni si sono succedute dall’antichità ad oggi, partendo da Eraclito che afferma “l’uomo è demone “, Euripide che nelle Baccanti dice: “Quando invero il dio entra possente nel corpo, fa dire il futuro a coloro che infuriano”, e Platone che continua: “I doni più grandi ci vengono dalla follia, naturalmente data per dono divino” (Fedro) e ancora : “La follia dal Dio proveniente è assai più bella della saggezza d’origine umana” (Fedro), e infine : “ La profetessa di Delfi e le sacerdotesse di Dodona, in condizione di follia, fecero un gran bene alla Grecia, sia ai singoli sia all’intera comunità, mentre poco o nulla fecero quando erano nelle condizioni di chi può ragionare” (Fedro), per finire con Cicerone che nel De Divinazione afferma: “ A parlare non è Cassandra, ma il dio racchiuso nel suo corpo”! Dalla Grecia a Roma si è pensato e di conseguenza agito riguardo il posto dell’uomo, la sua vita, la sua morte, la malattia e la sua posizione nel cosmo, perché come ricorda Platone Psichè è quell’elemento cosmico di cui ogni cosa, in quanto vita, è impregnata… insomma quel soffio divino descritto magnificamente da Omero! Ora è proprio perché siamo fatti di questa natura che abitiamo ancora in un mondo magico, anche se siamo nel XXI secolo, il secolo della Tecnica, il secolo dei Lumi o forse un nuovo Medioevo, dato che l’e-videnza dei fatti si rifiuta perché non combacia con le teorie Tecnico-descrittive che la scienza utilizza per conoscere il mondo, e non ci si accorge che non si conosce altro che le teorie che abbiamo creato, proprio per conoscere? Potremmo dire che fuori dal linguaggio che si è creato la scienza non riesce a uscire, ma invece noi cerchiamo di venirne fuori, incantandoci e stupendoci ancora davanti al poliverso che abita nell’uomo. Ma qual è questo universo così variegato e disperso? E, soprattutto, possiamo metterci ancora all’ascolto di questa dimensione polimorfa che è la psiche, ovvero l’Anima o quello che gli esperti definiscono Mente? E se si, quale linguaggio essa usa? Ne ha uno suo proprio o c’è bisogno di crearne uno? La cosa migliore sembra andare alla ricerca di quel sentiero tracciato da Nietzsche: “C’è ancora del caos dentro di voi, c’è ancora una stella danzante?” “Gli dei sono diventati malattie”scrive Jung, così l’uomo non riconosce più i propri demoni proiettandoli fuori di sé, perdendo così la propria stella danzante!
Orsù, mi sono lasciato troppo andare… Studiamo la formazione dei gruppi e la nascita della leadership, ovvero la costituzione dell’ordine simbolico, e l’importanza che esso ha nella strutturazione e conseguente creazione dell’identità personale dei soggetti (o soggetto), nei quali, in dis-accordo con il gruppo creato, si e-videnzia l’esclusione e la successiva stigmatizzazione dei soggetti emarginati, con la successiva loro riunione in gruppi alternativi; mentre nel caso della singola persona, la sua completa espulsione ed il conseguente etichettamento. Così si potrebbe affrontare il problema attuale dell’uomo Occidentale, produttivo ed efficace, che, entrando a far parte di questa spirale sociale, deve far in modo da arrivare “prima degli altri”, perché nel momento in cui non vi riesce, la risposta della società, che prima l’ha accolto nel suo massimo splendore (nei tempi in cui egli era) e con la sua piena ed autentica considerazione, non gli dà altro che una “lettera di licenziamento da parte del direttore”, quando non è più produttivo ed efficace com’era una volta. Questo fatto si evidenzia maggiormente ai nostri giorni in cui, il termine malattia si identifica con il malfunzionamento organico (dato che siamo macchine e non portatori di disagio), e non come una volta (vedi l’antica Grecia e alcuni paesi Orientali e Africani), dove la malattia era (ed è) considerata la dis-velazione divina, ovvero il disaccordo da parte degli dei, che portava alla successiva interrogazione sul senso della sua manifestazione, con i conseguenti partecipazione ed adeguamento comportamentale dei membri della società ad essa! Perché ricordiamoci sempre che la costituzione di un ordine simbolico uni-dimensionale in cui vogliamo in-mettere l’individuo non ricalca assolutamente la totalità dell’uomo, rischiando, invece, di perdere l’ordine simbolico pluri-dimensionale quale l’uomo è (vedi per es. Asylums e Prigioni della mente). Se, come dice Eraclito: “I desti hanno un mondo che è comune, mentre ognuno dei dormienti si volge verso un suo proprio mondo”, è quando siamo svegli che abbiamo un mondo comune, ovvero lo stato soggettivo di unificazione e dispersione, il così detto logos (pensiero, accordo intersoggettivo) a noi tutti così familiare e con-geniale, mentre è proprio quando ci ritiriamo dal discorso comune che rientriamo nel nostro mondo, nel mondo dei simboli e delle immagini, dove ci è possibile rimuovere (finalmente) le nostre mille maschere ed esibirci nei nostri più bizzarri giochi, lontani dagli occhi attenti e critici dei nostri alter-ego (vedi la Carriola di Pirandello). Forse è il caso di rivalutare la dimensione magica dove ancora oggi abitiamo, perché come l’uomo così detto primitivo pensa che tutto sia infestato di mana, così i pazienti di Freud e anche gli uomini di oggi credono che i loro pensieri influenzino la realtà, come mi ebbe a dire ieri sera un amico mio: “c’è ancora la Divina Provvidenza!”

Scritto da : Francesco | 30/12/2005

E' disponibile in rete all'indirizzo http://www.foucault.de/ft_video_stream.htm il video del processo svoltosi davanti al Tribunale di Foucalt in cui la psichiatria è stata chiamata a rispondere dei crimini che ha perpretato contro l'umanità.

Scritto da : Foucault | 30/12/2005

Il giorno 27 aprile 1989 nella città di Grosseto è accaduto un fatto apparentemente strano che, dal mio punto di vista, introduce perfettamente il tema di questa mia esposizione
Una donna in preda ad una crisi «maniaco-depressiva» venne condotta al Pronto Soccorso del locale ospedale. In tal luogo i medici, dopo una visita sommaria, somministrarono alla persona una forte dose di sedativi e la ricoverarono. Ma, siccome l'ospedale non era fornito di un reparto psichiatrico e poiché la signora risiedeva in un'altra regione e le sue cure sanitarie erano quindi di competenza della USL di appartenenza, il ricovero venne programmato come un'urgenza in attesa del trasferimento presso una clinica del proprio territorio, dotata di un idoneo servizio psichiatrico.
Il giorno dopo arrivò l'ambulanza e gli infermieri andarono a prelevare la signora per il trasferimento. Questi trovarono una signora seduta sul letto e la invitarono a seguirli fino all'ambulanza. La signora rispose con tono scocciato affermando di non essere lei la «malata» e che stavano sbagliando persona. Gli infermieri insistettero e lei cominciò ad irritarsi alzando la voce, ma questi cercarono di prenderla con la forza. La donna si dimenò violentemente urlando; venne pertanto chiamato il medico di guardia che le fece un'iniezione di forte sedativo, dopo di che ella venne finalmente caricata nell’ambulanza. Durante il viaggio furono necessarie altre dosi di sedativo per le reazioni «violente» che la persona manifestava ogni qual volta si riprendeva. Ma il fatto sorprendente per medici ed infermieri fu che l'ambulanza venne fermata da una pattuglia dei carabinieri alla stazione di Orte, poiché questi erano stati avvisati che la persona prelevata non era quella giusta, ma una parente della persona ricoverata per il «disturbo psichico».

Scritto da : Foucault | 30/12/2005

L'annuncio del ministro della Salute: il governo intende apportare modifiche alla 180, ventotto anni dopo.

Scettica l'associazione degli psichiatri: "Non sarà
una nuova normativa a far funzionare i servizi del settore"

Leggi l'articolo completo tratto da Repubblica

ROMA - "Credo sia giunta l'ora di mettere mano alla legge 180". Il ministro della Salute Francesco Storace ha così annunciato, a margine della cerimonia di insediamento del nuovo presidente della Croce Rossa Italiana, la volontà di modificare la legge Basaglia sulla tutela del disagio mentale. Il ministro ha detto: "Non voglio mettere in discussione l'impalcatura della legge, ma dopo 30 anni credo ci siano cose che vanno riviste per dare una prospettiva di maggiore sicurezza alle famiglie". E le modifiche alla legge, si affretta poco dopo a precisare il portavoce di Storace Pierguido Cavallina, "saranno precedute da un'ampia, seria e approfondita consultazione con tutti i soggetti interessati".
Dello stesso avviso il sottosegretario alla Salute Elisabetta Alberti Casellati, che, pur ritenendo la riforma Basaglia "fondamentale per il reinserimento nella società dei malati di mente", individua però nella legge 180 alcune carenze: "Quella che è mancata negli anni - ha detto - è stata la creazione di strutture intermedie nel territorio tese a garantire un passaggio equilibrato del malato dalla fase acuta della sua condizione alla successiva socializzazione".
Scettici gli psichiatri: per Carmine Munizza della Società Italiana di Psichiatria "è fondamentale mettere mano alle attuali disfunzioni del sistema attraverso progetti-obiettivo mirati, piuttosto che pensare ad un intervento sulla legge 180", considerato che "non sarà certamente una nuova legge a garantire che i servizi nel settore della psichiatria funzionino".
Per il verde Paolo Cento "per fortuna il governo ha i giorni contati e i propositi di Storace non possono essere relizzati. Quello che preoccupa - aggiunge - è il nuovo tentativo di speculare sul dolore di migliaia di persone che quotidianamente si confrontano con il disagio mentale". Gli fa eco Marco Rizzo dei Comunisti Italiani, secondo cui "il governo Berlusconi ha già dato ampiamente prova di essere reazionario e pericoloso. L'esperienza del professor Basaglia è un patrimonio importante che ha aperto nuovi orizzonti alla scienza medica".
La legge 180, meglio conosciuta come "legge Basaglia", è stata approvata ed è entrata in vigore nel 1978, ed è passata alla storia come il provvedimento che ha chiuso i manicomi in Italia. Essa ha vietato le nuove ammissioni in manicomio e sancito che non si costruissero più ospedali psichiatrici. Dal 1978 in poi, così, sono stati vietati nuovi ricoveri e si sono istituiti i centri d'igiene mentale (prima dell'entrata in vigore della legge, invece, bastava una firma del medico per rinchiudere per sempre in manicomio un malato considerato pericoloso "per sé e per gli altri"). Più volte nel nostro Paese le associazioni dei familiari dei malati hanno cercato di mettere in evidenza le carenze assistenziali e di personale.

Scritto da : Foucault | 30/12/2005

In pratica vuole riaprire i manicomi (ovviamente cambiandogli il nome per non far vedere che abolisce la riforma Basaglia).
Si e' accorto che molti genitori sono in difficolta' dopo che gli psichiatri si sono occupati dei loro figli. Questi figli diventano invalidi e ai genitori resta il peso di doversi occupare dei figli.
Il Ministro al posto di concludere che la psichiatria roviana la gente cosa propone: quella di mandare i figli in posti da dove non usciranno mai piu' e dove saranno rovinati per sempre. Pero' la sanita' potra dire che si stanno occupando dei loro figli.
La cosa molto preoccupante è che vi è il rischio che i genitori non si accorgano di quanto stia accadendo. Per loro effettivamente la situazione attuale è un problema e penseranno che questa sia una soluzione.
I problemi invece si risolvono eliminando la causa.
Capisco che questa affermazione sia difficle da comprendere a chi si occupa di psichiatria. Infatti in psichiatria sostengono di curare la gente senza sapere la causa della sedicente malattia (cosa assurda).
Se la causa delle malattia mentale e' la psichiatria allora e' sulla psichiatria che bisogna intervenire.
Dovrebbe essere che ogni qual volta uno psichiatra rende invalido (o anche crea un minimo danno) sia condannato in maniera esemplare e sia tenuto al rimborso di tutti i danni.
Invece no. gli si dice pure che è stato bravo. In effetti ha raggiunto uno dei suoi scopi (si è procurato un cliente a vita).
Dobbiamo smetterla di accettare queste cose. Non è possibile che gli psichiatri creino malati e trasformano persone sani (o con lievi problemi) in rottami.Non dobbiamo accettare che si facciano ancora piu' belli perché aprono le strutture dove mettere il risultato del loro lavoro dannoso: non vi è assolutamente bisogno di posti dove posteggiare i rottami del loro operato!

Scritto da : Foucault | 30/12/2005

Va' via, psicologia - di U.Galimberti
Un interessante articolo di Umberto Galimberti pubblicato su D di Repubblica del 2 luglio 2005

Dopo aver allentato i legami sociali e i vincoli affettivi, per l'esasperato individualismo ed egoismo che si va diffondendo nella nostra cultura, oggi incominciamo a pagarne i costi in termini di tragedie umane e di inutile dispendio economico. Se un bambino è un po' vivace e turbolento, magari perché è chiuso in casa e non ha spazi di gioco dove sfogarsi, o perché è bloccato in un'aula di scuola cinque ore al giorno con spazi ricreativi che si riducono a dieci minuti di pausa, invece di creare strutture dove possa esprimere il suo bisogno di muoversi, gareggiare, primeggiare, viene etichettato come affetto da un "disturbo da deficit di attenzione con iperattività" e, con questa diagnosi, inviato da uno psicologo o curato con farmaci.
Se una mamma non ce la fa più a seguire i suoi bambini nel chiuso di un appartamento, dove il vicino è uno sconosciuto, in quella solitudine che le sequestra e le aliena il suo corpo, il suo tempo, il suo spazio, il suo sonno, la sua vita sociale, e a un certo punto arriva, se non ad ammazzare il figlio, a crescerlo con aggressività o profonda stanchezza e demotivazione, invece di creare strutture educative, nidi, asili, scuole a tempo pieno, le si appioppa una diagnosi di "depressione" e la si manda da uno psicoterapeuta cui versa l'equivalente in denaro della retta di una struttura educativa, che consentirebbe al figlio di crescere bene socializzando, e alla madre di non perdere la stima di sé.
Ho letto recentemente sul Daily Telegraph che in America l'80 per cento della popolazione usufruisce di cure psicoterapeutiche (contro il 14 per cento negli anni '60) mentre il sociologo John Nolan, nel suo recente libro The Therapeutic State, ci informa che: "Negli Stati Uniti ci sono più psicoterapeuti che librai, pompieri, postini, e addirittura due volte più che dentisti e farmacisti.
Gli psicologi sono battuti numericamente solo dai poliziotti e dagli avvocati". Società d'avanguardia come Whitbread Cable and Wireless hanno inserito l'offerta terapeutica nel contratto dei dipendenti, mentre altre forniscono ai propri licenziati assistenza psicologica, quando invece costoro avrebbero bisogno semplicemente di un nuovo posto di lavoro.
Che significa tutto questo? Che le carenze oggettive (come quelle di spazi ricreativi per i bambini, di possibilità occupazionali per i carcerati, di un po' di tempo libero per le madri relegate in casa, di nuovi lavori per i cassintegrati e i licenziati) non sono più percepite come problemi cui dare risposta sul piano di realtà, ma, per le conseguenze dolorose che determinano, sono lette come disagi psichici da affidare alle cure degli psicoterapeuti o degli psichiatri.
In questo modo si diffonde un'"etica terapeutica" che promuove non tanto l'autorealizzazione degli individui, quanto la loro autolimitazione, perché, postulando un sé fragile, debole e in ogni suo aspetto vulnerabile, favorisce la gestione delle esistenze e delle singole soggettività. Queste, a poco a poco, si persuadono che i loro problemi non sono reali, e tali da poter trovare una soluzione in una diversa organizzazione della società, ma sono psicologici, e quindi da risolvere nel chiuso della loro soggettività. Il risultato è che i legami sociali, dove queste difficoltà potrebbero trovare soluzione, non vengono neppure presi in considerazione e, con una lettura perversa che induce a considerare le conseguenze dolorose di un disagio reale come problemi psichici dell'individuo, si favorisce la frammentazione sociale dei singoli, sempre più isolati e chiusi nelle loro problematiche, da oggettive a soggettive, attraverso un tortuoso percorso che non porta alla guarigione ma all'alienazione.
Infatti, una volta persuaso di avere un sé fragile e vulnerabile, quindi bisognoso di un supporto, l'individuo finisce con il desiderare l'autorità terapeutica, che agisce in base alla premessa di essere la sola a sapere quali sono i suoi problemi e come si possono risolvere.
Il vissuto di dipendenza che così si diffonde crea una società acquiescente e conformista: quanto di più desiderabile possa attendersi chi esercita il potere. Che sia questo lo scopo finale cui tende questa impropria diffusione dell'etica terapeutica? Io penso di sì. Non basta infatti il "pensiero unico" a creare omologazione e conformismo, occorre anche un "sentire unico". E cosa, meglio dell'intervento psicoterapeutico, è capace di persuadere che, siccome la società non si può cambiare, come recita quel pessimo vangelo che porta il nome di "sano realismo", a cambiare devi essere tu, con il sacrificio delle tue aspirazioni e dei tuoi desideri di autorealizzazione, perché più sei conforme e meno sei individuato, tutto funziona meglio, e non occorre investire per promuovere quelle strutture che favorirebbero la tua autorealizzazione, di cui nessuno ne sente la necessità?
Ma c'è davvero un futuro per società conformi e omologate che si dicono "libere", mentre all'autorealizzazione degli individui preferiscono la loro autolimitazione? Io penso di no!

Scritto da : Foucault | 31/12/2005

ciao a tutti, passato un buon fine d'anno?! :-)

gli ultimi commenti mi hanno ispirato un riflessione. penso che intanto dobbiamo accettare che la Psicologia è una scienza sociale. che per cultura, storia, ecc, è una scienza di confine tra i metodi "scientifici" e quelli "sociali".
forse non possiamo pretendere, nell'arco di una generazione, magari la nostra, di cambiare tutto, anche se ci rendiamo conto di cosa dovrebbe cambiare e come, ma dobbiamo tentare, almeno iniziare. dobbiamo renderci conto che siamo chiamati a confrontarci con più aspetti della realtà, che finiscono per comporrre "la realtà condivisa".
dobbiamo operare sul piano teorico della Psicologia, migliorando la ricerca e la preparazione degli psicologi, sul piano pratico migliorando la formazione professionale; dobbiamo operare sul piano politico impedendo la sanitarizzazione della psicologia da una parte e lo sgretolamento (ad opera di varie strane figure para-psicologia) dall'altro. dobbiamo operare sul piano sociale diffondendo un' immagine chiara, seria, onesta, pulita della psicologia e degli psicologi.
è un compito durissimo! è tempo di mettere al lavoro i cervelli ed unire le forze, aprendo un confronto civile, dove l'intento di tutti sia costruire una dimensione nuova per la psicologia

Scritto da : essepi | 05/01/2006

Mamma mia! c'è uno psicologo clinico che possa aiutare il Francesco scrittore del 30/12/05 ? Mai letto un testo con un così marcato allentamento dei nessi associativi, privo di ogni connessione logica, che procede per assonanze, con uso di termini in accezioni improprie ed alla fine... ma che cosa vuole dire? Qui c'é una disorganizzazione del pensiero pericolosa, una ipertrofia dell'Io basata sul nulla, una incongruenza ideo affettiva totale, tendenze proiettive sicuramente patologiche. Se questi sono gli psicologi clinici, viva la psichiatria, viva gli psicofarmaci, viva i T.S.O., viva gli elettroshock !!!!!

Scritto da : Ministro Franco Storace | 08/01/2006

Mi aiuti lei allora mio caro ministro!!Veramente!!Non così però, dato che per lei è così semplice fare una dia-gnosi (dal greco conoscenza attraverso...non certo da una lettura frettolosa di un commento lasciato così!)...
Non sono uno ancora uno psicologo clinico, sono solo un normale studente...con una disorganizzazione del pensiero pericolosa, una ipertrofia dell'Io basata sul nulla, una incongruenza ideo affettiva totale, tendenze proiettive sicuramente patologiche? ma si rende conto di quello che ha scritto?Io mi sarò lasciato andare a temi un pò troppo filosofici, ma lei stilato una diagnosi frettolosa un pò troppo aggressiva-repressiva!!Credevo che oggi 2006 ci fosse libertà di pensiero...noto che forse non è cosi!!
Mi scusi, non vorrei mai andare a finire come Antonin Artaud il quale sciveva:"Lei sta delirando, ecco che si lascia riprendere da quel suo solito delirio, Sig. Artaud, le faccio fare un altro elettroshock'. Come, sto delirando? Sono venuto a dirle che ho qui la prova che gli affatturamenti esistono e le porto dei fatti precisi'. E' falso, Sig. Artaud, non c'é mai stato al mondo un solo affatturamento scientificamente provato, e dato che lei insiste, comincerò sin da domani mattina su di lei la nuova cura di elettroshock' " e pensare che David Cooper scriveva:"Ricordo di aver pensato che gli schizofrenici sono i poeti strangolati della nostra epoca. Forse per noi, che dovremmo essere i loro risanatori, è giunto il tempo di togliere le mani dalle loro gole"!!

Scritto da : Francesco | 09/01/2006

Me ne accorsi in un giorno solo, tutt’a un tratto,
riaprendo gli occhi, e fu uno spavento,
perché capii subito che non solo capelli
ma doveva essere diventato grigio tutto cosi,
e tutto crollato, tutto finito:
e che sarei arrivato con una fame da lupo
a un banchetto già bell’e sparecchiato.
(Pirandello)

Scritto da : Francesco | 09/01/2006

FORSE sarò una persona "senza filosofia e senza idealismi", incapace di pensieri profondi e articolati ... una persona che bada al SODO, al CONCRETO, al MATERIALE, al QUì ed ORA, sarà per questo che non capisco perchè noi psicologi (in erba e non) troppo spesso non riusciamo a stare CONCRETAMENTE in tema.
mi pare che si stia perdendo di vista la realtà della psicologia e degli psicologi italiani e i problemi che venivano discussi quì (che sono: come FERMARE la MEDICALIZZAZIONE della specializzzione in psicologia clinica e la SANITARIZZAZIONE della psicologia ad opera di medici psicologi). il problema ADESSO è questo!!!
se non riusciamo in questo possiamo scagliarci contro elettroshock e psicofarmaci e psichiatri e manicomi quanto vogliamo, ma alla fine sul campo ci saranno i medici e al lavoro ci saranno i medici e faranno quello che vorranno, perchè SOLO CHI C'E', CHI LAVORA SUL CAMPO E NELLE STRUTTURE alla fine fa la differenza, fa le regole, si occupa delle persone.
quando AVREMO SPAZI DI LAVORO ADEGUATI, allora potremo anche sederci ad un tavolo e parlare di teoria ... e cambiare la pratica, se vorremo ... ovviamente è solo la mia opinione!

Scritto da : essepi | 09/01/2006

Constato con piacere che il Ministro della salute, o chi per lui, legge questo forum e si interessa ai problemi della psicologia clinica e noto con altrettanto piacere che egli non dimentica di essere medico. Trovo altresì pertinente il commento di Essepi del 9 gennaio nel momento in cui egli ricorda la funzione per cui il forum è stato proposto, ma da psichiatra medico trovo deontologicamente corretto e certamento non fuori luogo attenzionare lo stato psichico del giovane studente Francesco. E' ben vero che non può farsi una diagnosi basandosi soltanto su alcune note scritte, in assenza di una osservazione diretta del caso, ma nei discorsi del giovane appare una possibile presenza di almeno quattro dei classici sintomi cognitivi della schizofrenia descritti dalla scuola di Bonn, ovvero l'inteferenza del pensiero, il pensiero forzato, i disturbi nell'espressione formale del linguaggio scritto, le idee instabili di riferimento (cosiddetto "centrismo del soggetto"). Ovvio che sulla scorta di elementi solo di sospetto appare improprio parlare di TSO e di elettroshock, però non appare fuori luogo invitare lo studente Francesco, e fare appello ad un convincimento da parte di chi lo conosce nel non improbabile caso di un rifiuto da parte sua, a presentarsi presso l'ambulatorio della Clinica psichiatrica dell'Università di Parma, da me diretta, per un colloquio psichiatrico che certamente appare più che opportuno. Caro Essepi, questo e non altro è l'oggetto e la prassi dellla psicologia clinica, come noi psichiatri la intendiamo.
Professor Carlo Maggini.

Scritto da : Carlo Maggini | 15/01/2006

Gent.mo Prof. Maggini,
sarei davvero lieta se potesse approfondire la sua ultima affermazione: "Caro Essepi, questo e non altro è l'oggetto e la prassi della psicologia clinica, come noi psichiatri la intendiamo.".
In particolare mi riferisco alle parole "come noi la intendiamo", perchè io credo che il nocciolo della questione, che quì si discute, sia proprio questo. E', probabilmente, l'interpretazione che gli psichiatri (e i medici in generale?) danno della Psicologia clinica che produce risultati come lo "spostamento" della specializzazione di Psicologia clinica a Medicina.
Non c’è dubbio sul fatto che la Psicologia clinica sia una branca della Psicologia e che abbia basi teoriche, e presupposti metodologici ed applicativi, che non provengono dalla Medicina ma dalla Psicologia stessa; la quale, di conseguenza, non interpreta la Psicologia clinica ma la costituisce, perchè ne è il fondamento.
Da questo: penso che un confronto fra gli Psicologi e gli Psichiatri sarebbe davvero istruttivo e costruttivo; per questo inviterei i Prof. di Psicologia clinica ad intervenire, o gli studenti ad avvertirli di intervenire!
Si potrebbe cogliere adesso l’occasione di quel confronto che ci è stato negato in fase di “ristrutturazione” delle scuole di specializzazione.

Scritto da : essepi | 15/01/2006

Ecco gli psichiatri al loro solito lavoro...Bravi!!! 10 e lode!!
"...Sì, noi sogniamo. Gli uomini d'azione e d'avventura sono dei sognatori; preferiscono il sogno alla realtà. ma con le armi essi costringono gli altri a sognare i loro sogni. Il vincitore vive il proprio sogno, il vinto vive il sogno altrui."Simone Weil
Ps:Mi fate veramente pena...non trovo altre parole!!
Chi ha orecchie per intendere intenda!!!

Scritto da : Francesco | 16/01/2006

Da neurologo mi oppongo ad una psichiatrizzazione tout court dello studente di psicologia Francesco, sopratutto, ed in questo il ragazzo ha certamente ragione, in assenza di una visita diretta.
Se dobbiamo giocare a fare le diagnosi, a me neurologo appare più logico, in presenza di ipergrafia, di una evidente impulsività, di tendenza a mescolare elementi mistico-filosofici-letterari, ipotizzare un danno neurologico a livello del lobo temporale. Sarebbe importante, in via preliminare, chiedere al ragazzo se soffre di frequenti crisi cefalalgiche, se ha mai avuto riscontri patologici all'esame elettroenecefalografico e se ha interessi di tipo teologico e da quando. Opportuna anche una indagine anamnestica sulla sua vita sessuale. In ogni caso innanzitutto un esame neurologico!!!, cosa che quasi tutti gli psichiatri, per non parlare degli psicologi, ritengono del tutto trascurabile.
Alberto Bellocchi neurologo

Scritto da : Bellocchi Alberto | 16/01/2006

ciao a tutti
un ciao anche ai dottori e al ministro storace..eh eh
ci diamo un taglio???
siete invitati tutti quanti a ritornare al discorso iniziale

, grazie
nadia

Scritto da : nadia | 16/01/2006

Ringrazio Nadia dell'invito. Non mi ero accorto di tutto quello che era passato in questo forum. Francesco mi sembra che dica delle cose molto interessanti, però forse con termini e modi non esattamente adatti al contesto di questo forum-blog, quindi rischia appunto di non essere ascoltato e non penso ciò sia tra le sue aspirazioni. Naturalmente non tutto può essere ridotto all'osso per non rischiare di sminuire la complessità degli argomenti trattati, però un po' forse ci si può provare.
Torno ad esempio sul rapporto tra medicina e psicologia che comunque è importante rispetto all'istituzione della eventuale psicologia clinica medica (non dimentico le questioni lobbystiche che spingono da entrambi i fronti, ma per ora le lascio sullo sfondo).
Grazie a Dio ho amici psicologi che lavorano negli ospedali, come amiche medici che vorrebbero diventare psicoanaliste, mi sento quindi abbastanza libero di divagare. Il rischio di un approccio solo biologico è la riduzione dell'uomo ad oggetto organico, a meccanismo, mentre ci sono delle espressioni costitutive dell'umanità, come la libertà, i vari concetti di verità, bene, tutto ciò che è relazione, ed altri eventi che non sono solo "cose biologiche". Il biologico è la modalità in cui si manifestano, ma hanno origine in modalità altre rispetto al corpo e non per questo meno evidenti (ad esempio: la voglia di francesco di appiccare qualche incendio mi pare sia tra queste; scusa fra' se scherzo un po', è senza alcuna malizia).
Considerare ciò che rende umano l'uomo solo da un punto di vista biologico è, senza mezzi termini, denaturare l'uomo, disumanizzarlo, rendere l'uomo disumano. Se volessimo dirla in maniera difficile - e non lo vogliamo - potremmo ad esempio pensare ad Hegel quando parlava del concetto come mediazione dialettica di soggetto (tutte quelle cose umane ma non biologiche) ed oggetto (il modo in cui si "incarnano"). E immagino potremmo pensare ai filosofi di Francesco (che non conosco).
Stesso discorso per una concezione solo psicologica (carina la cosa di Galimberti sottolineata sopra).
Una soluzione pensabile secondo me potrebbe essere una specializzazione interfacoltà psicologia-medicina in cui - qui chi fa medicina può dirmi se fattibile - si crea un paradima nuovo abilitando entrambe le figure (medici e psicologi) alle rispettive competenze (ossia la possibilità di capire qualcosa di più sui vari farmaci agli psicologi; la possibilità di capire qualcosa di più di psicologia ai medici).
Non so se sia fattibile arrivare fino al fatto che chiunque facesse questa fatidica specialità possa prescrivere alcune categorie di farmaci (se psicologo, che di solito lavorerebbe in ospedale, in equipe con un medico), ma almeno sarebbe abilitato a capire qualcosa.
La specialità in psicologia clinica medica mi sembra appunto, se lasciata così, un rischio di disumanizzazione. Qualcuno ha novità su come procede l'iter?

Scritto da : dorian | 17/01/2006

Visto che il problema principale di questo forum sta diventando quello di medicalizzare Francesco, non sarebbe il caso che tutti i medici facessero un passo indietro e prima di lanciarsi in ulteriori diagnosi più o meno fantasiose, lo guardassero soltanto sul piano psicologico ? Appare evidente che si tratta di un soggetto narcisista che ricorre in maniera ossessiva ed esclusiva ad un meccanismo di difesa che potremmo chiamare di "iperintellettualizzazione" ed altrettanto chiaro mi sembra che egli viva una situazione di ampia conflittualità con delle persone significative che egli ha vissuto sinor come riferimenti esclusivi, riferimenti dai quali si vorrebbe emancipare sentendoli soverchianti, ma lo vogliamo lasciare libero di farsi in pace i suoi percorsi maturativi ? Checché se ne dica non pensate che se non vi è una richiesta, né i medici, né gli psicologi debbano dare risposte anche se finalizzate al beneessere dell'individuo ? Rispettiamolo questo individuo una volta per tutte !!!!!!
Francesco Principe psicologo clinico, non medico.

Scritto da : Francesco Principe | 17/01/2006

Visto che il problema principale di questo forum sta diventando quello di medicalizzare Francesco, non sarebbe il caso che tutti i medici facessero un passo indietro e prima di lanciarsi in ulteriori diagnosi più o meno fantasiose, lo guardassero soltanto sul piano psicologico ? Appare evidente che si tratta di un soggetto narcisista che ricorre in maniera ossessiva ed esclusiva ad un meccanismo di difesa che potremmo chiamare di "iperintellettualizzazione" ed altrettanto chiaro mi sembra che egli viva una situazione di ampia conflittualità con delle persone significative che egli ha vissuto sinor come riferimenti esclusivi, riferimenti dai quali si vorrebbe emancipare sentendoli soverchianti, ma lo vogliamo lasciare libero di farsi in pace i suoi percorsi maturativi ? Checché se ne dica non pensate che se non vi è una richiesta, né i medici, né gli psicologi debbano dare risposte anche se finalizzate al beneessere dell'individuo ? Rispettiamolo questo individuo una volta per tutte !!!!!!
Francesco Principe psicologo clinico, non medico.

Scritto da : Francesco Principe | 17/01/2006

Un grazie a Nadia per aver ricordato a tutti che questo è un forum per gli studenti di psicologia dove vanno discussi i problemi di tutti e non solo di uno di noi. Invero da circa un mese, tranne qualche intervento di essepi e di Foucault, non si legge se non gli scritti di Francesco che nulla hanno a che vedere con i nostri problemi. Ma in quello che dice Francesco e nelle risposte (?) che gli avrebbero mandato il ministro e gli illustri cattedratici non notate niente di artificioso ? a cominciare dalla sovrabbondanza dei punti esclamativi. Io ho fatto un cattivo pensiero: non sarà che costui se la canta e se la suona ? in altre parole non si tratta per caso di un esibizionista che oltre a "citarsi addosso" si dà lui stesso delle risposte con nomi fasulli in modo da un lato di dipingersi come una vittima di questi loschi medici e nello stesso tentativo presentarsi come una specie di leader agli occhi degli altri studenti ? se così fosse, visto che gli piacciono tanto le citazioni che conosce solo lui gli ricordo che "l'ermeneutique méne a tout, mème à la folie" (Tatossian), e gli dico ancora rivisitando Manzoni "vai, vai, piccolo untorello non sarai tu che porterai la peste a Milano", che è una versione letteraria del classico "ccà nisciuno è fesso".
Saluti a tutti da Giovanni.

Scritto da : Giovanni Aliberti | 17/01/2006

Propongo di cancellare questo post e ricominciare più a tono, oppure, meglio: aprire un altro post e ricominciare più a tono da lì, togliendo la possibilità di inserire ulteriori commenti su questo post.
dorian

Scritto da : dorian | 17/01/2006

Come proposto da dorian nell'ultimo post, questo thread di commenti sarà chiuso. Ne riapriremo un altro sullo stesso argomento: psicologia clinica, scuola di specializzazione in psicologia clinica medica.
Ognuno ha libertà di parola, però invitiamo chiunque ad attenersi strettamente all'argomento della discussione proposta e in ogni caso ad evitare insulti ed offese personali.
Ci riserviamo la facoltà di eliminare eventuali post che non rispettino questo invito.
Grazie, buona discussione.
CONASP

Scritto da : CONASP | 18/01/2006

I commenti sono chiusi